Difficoltà di apprendimento della lettura e della scrittura nelle prime fasi scolastiche
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Introduzione
In questo articolo ci occuperemo di alcuni problemi che i bambini incontrano nelle prime fasi dell’apprendimento della lettura e della scrittura e, in particolare, di un tipo di difficoltà che si manifesta spesso nel momento del passaggio dal linguaggio verbale a quello scritto.
Prima però di affrontare l’argomento nella sua specificità, ritengo di fondamentale importanza effettuare alcune considerazioni sulla lingua e, in particolare, sul segno linguistico, che possono essere utili per meglio comprendere la natura di queste difficoltà.
Il segno linguistico e le sue caratteristiche
La lingua è un codice che organizza un sistema di segni, i segni linguistici, i quali presentano alcune caratteristiche fondamentali: intenzionalità, convenzionalità, arbitrarietà e doppia articolazione di significato e significante.
L’intenzionalità è data dal fatto che il segno viene prodotto con la volontà di comunicare un’informazione.
La convenzionalità indica che non esiste alcun legame naturale o intrinseco con la cosa a cui il segno si riferisce.
L’arbitrarietà deriva dal fatto che il rapporto tra segno e referente è stabilito convenzionalmente, senza una relazione diretta con l’oggetto.
Nella definizione di Saussure si legge:
“Il segno linguistico è l’associazione psichica di un significante e di un significato, corrisponde a un concetto e permette la comunicazione del pensiero”.
Significato e significante
Per significato si intende il concetto associato a una determinata sequenza di fonemi; per significante la sequenza di suoni che veicola quel significato.
Per chiarire, si può fare l’esempio del segno linguistico casa:
il significato è l’insieme delle esperienze che ognuno di noi ha interiorizzato riguardo a quella struttura, mentre il significante è la sequenza dei fonemi /c/a/s/a/ che compongono la stringa sonora.
Livelli di analisi della lingua
Nella lingua si distinguono tre fondamentali livelli di analisi:
Piano del significato (semantica), che comprende:
il significato delle singole voci lessicali (lessemi)
il significato delle combinazioni delle unità lessicali (frasi, enunciati)
Prima articolazione del piano del significante (morfosintassi), che comprende le unità portatrici di significato, cioè i monemi o morfemi
Seconda articolazione del piano del significante (fonologia), che riguarda le unità prive di significato, cioè i fonemi
Linguaggio verbale e linguaggio scritto
Prima dell’ingresso nella Scuola Primaria, il segno linguistico viene utilizzato nel linguaggio verbale per comunicare un significato attraverso un significante, e le due componenti risultano strettamente unite e inscindibili.
Nel momento in cui il bambino inizia ad apprendere la lettura e la scrittura, è invece necessario rompere temporaneamente questo accoppiamento, spostando l’attenzione sul solo significante e, in particolare, sulle unità prive di significato: i fonemi.
Il rapporto tra linguaggio parlato e scritto è infatti diretto con il significante, poiché i grafemi sono sostituti dei fonemi e non del significato, a differenza di quanto avviene in sistemi di scrittura ideografici come quello cinese.
Differenze strutturali tra linguaggio verbale e scritto
Nel linguaggio verbale il rapporto tra significato e significante è stretto e l’aspetto semantico ha un ruolo prioritario nella comunicazione.
Nel linguaggio scritto, invece, i segni grafici non hanno un rapporto diretto con il significato, ma con il significante, in quanto rappresentano i suoni del linguaggio orale e non l’oggetto in sé.
Un’ulteriore differenza riguarda la struttura dei due sistemi:
il linguaggio verbale ha una struttura sillabica, poiché l’unità percettiva minima è la sillaba
il linguaggio scritto alfabetico ha una struttura fonetica, in cui l’unità minima è il grafema in corrispondenza con il fonema
Se il bambino non comprende che il segno scritto è sostituto del fonema e non della sillaba, può facilmente rappresentare una sillaba con un solo segno grafico.
Operazioni metalinguistiche e consapevolezza fonologica
Per affrontare correttamente il passaggio alla letto-scrittura, il bambino deve compiere un’operazione metalinguistica, cioè riflettere sul linguaggio come sistema, concentrandosi sul significante.
È importante che, al momento dell’ingresso alla Scuola Primaria, il bambino abbia sviluppato una consapevolezza fonologica inizialmente globale e successivamente analitica.
Consapevolezza fonologica globale
Comprende abilità quali:
riconoscimento delle rime
identificazione e categorizzazione sillabica
produzione di parole con sillabe iniziali uguali
delezione, fusione e segmentazione sillabica, con o senza supporto iconico
Consapevolezza fonologica analitica
Comprende abilità quali:
riconoscimento del fonema iniziale
identificazione e categorizzazione fonemica
produzione di parole con fonemi iniziali uguali
delezione, fusione e segmentazione fonemica, inizialmente con supporto iconico e successivamente senza
Difficoltà di apprendimento della lettura e della scrittura nelle prime fasi scolastiche
Spesso, nei metodi utilizzati all’inizio della Scuola Primaria, queste abilità vengono date per acquisite, mentre molti bambini possiedono solo una competenza metafonologica globale.
In questi casi il bambino può incontrare difficoltà nell’associare correttamente suono e segno grafico, rappresentando una sillaba o una parte saliente di essa con un solo grafema.
Per alcuni bambini le difficoltà emergono proprio in questa fase, e solo con l’acquisizione delle competenze metafonologiche necessarie riescono ad avviare correttamente la lettura e la scrittura.
Ruolo dello sviluppo fonologico
Per effettuare queste operazioni è necessario che la componente fonologica del linguaggio verbale sia ben strutturata e che il bambino sia in grado di produrre correttamente i fonemi in tutte le posizioni previste dal sistema fonologico italiano.
Solo con una competenza fonologica solida il bambino può compiere le operazioni metalinguistiche necessarie all’apprendimento corretto della lettura e della scrittura.
Conclusione
La difficoltà trattata rappresenta solo uno dei molti ostacoli che possono emergere nelle prime fasi dell’apprendimento della letto-scrittura, ma riveste un’importanza fondamentale che non sempre viene adeguatamente riconosciuta.
Luciana Petrini
Bibliografia
F. de Saussure, Corso di linguistica generale, Bari, 1968
G. Berruto, Nozioni di linguistica generale, Napoli, 1974
G. Stella, Apprendere a leggere e a scrivere. La scrittura, Bologna, 1987
G. Stella, I bambini che non imparano a leggere e a scrivere, Tirrenia, 1983
P. Tressoldi, I disturbi strumentali di lettura e di scrittura, Bologna, 1991



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